L’ING. GIACOMO BRINDICCI BONZANI (1914 – 1995)

PIONIERE DELLA DIFFUSIONE DELLA GNOMONICA IN VALLE VIGEZZO NEL  SECONDO ‘900 



Iniziò negli anni cinquanta a calcolare e realizzare orologi solari 

«Guardando le possenti mura del castello di amici, non lontano dalla mia città, dove il bel detto latino tradotto in volgare diceva testualmente: ”Sugli spalti del castello segno solo il tempo bello”, sorse in me allora il desiderio di capire come l’ombra di quello stilo, stranamente inclinato scandisse alla luce del sole, il passare del tempo. Facciamo un po’ la storia di quanto dovetti imparare! Lessi quanto potei, il caso poi volle che un mio indimenticabile insegnante prendesse a cuore me e il mio problema; frequentavo allora il mio primo anno di ingegneria».

Così lo stesso Brindicci Bonzani in una memoria, lasciata al Lions Club di Domodossola nel 1982, narrava il suo approccio al mondo della gnomonica.Da allora ha sempre studiato il cielo ed i suoi astri, riuscendo solo in età matura a dedicarsi come desiderava.Realizzò sulla sua casa di Villette una specula astronomica, perfettamente funzionale, (che però purtroppo poté utilizzare solo per pochi anni).Questo perché, seppur a livello di hobby, gnomonica ed astronomia sono indivisibili per chi vi si interessi.Il nostro iniziò alla fine degli anni ’50 a calcolare e realizzare orologi solari.Prima a Craveggia sulla su Villa “alla Pila” ed al Blitz, quindi a Villette sull’Asilo Infantile.Erano quasi tutti orologi solari “a tempo vero locale”, cioè fornivano l’ora del sole del luogo, ben diversa da quella letta sull’orologio.Ebbene utilizzando un testo di gnomonica, custodito gelosamente sin dai tempi della gioventù, oggi introvabile: “Teoria gnomonica” di E. Garnier, Brindicci Bonzani studiò ed elaborò una personale formula per tracciare le ore a tempo medio civile (quelle del nostro orologio).Di questo metodo ne fu giustamente assiduo utilizzatore per tutte le meridiane che realizzò.A lui spetta, in modo indubbio, la primogenitura in Ossola (con Vigezzo e Villette in particolare) per questo tipo di meridiane.Infatti realizzò diversi quadranti, anche su pareti fortemente orientate ad est e ovest, così che le curve orarie (a forma di “8”, dette lemniscate) producessero effetti estetici di indubbia efficacia, (oltre che, naturalmente offrire ai lettori l’ora esatta).La sua genesi culturale, legata agli studi di geometria analitica del politecnico, caratterizzò il suo rapporto con la gnomonica.Non volle mai utilizzare il computer per realizzare le meridiane. Utilizzò invece una calcolatrice scientifica programmabile, in cui aveva inserito le formule principali.Nella sua attività di gnomonista, accentuatasi negli anni ’80, aveva realizzato una quarantina di meridiane.Inoltre, aveva in animo una pubblicazione dal titolo: "L’orologio solare del nostro tempo", in cui erano contenuti i suoi metodi di calcolo, una introduzione storica sui metodi antichi di misurazione del tempo con il sole ed una raccolta fotografica delle sue realizzazioni più importanti.Questo lavoro avrebbe potuto essere poi coordinato graficamente dal prof. Giovanni Simonis, quale suo architetto collaboratore per le parti decorative degli stessi quadranti, molti dei quali inseriti in abitazioni vigezzine restaurate dallo stesso Simonis.Questi aveva pure predisposto una linea personalizzata di “segni zodiacali”.  La sua passione per l’astronomia e la gnomonica in particolare lo conduceva spesso, quando era a Milano, a seguire le conferenze al Planetario Hoepli e qui conobbe e si fece amico col prof. Raul Valentini, un luminare in materia.  Con Raul Valentini instaurò un ultradecennale rapporto epistolare.Quando partecipò ad un concorso di gnomonica esibendo alcuni lavori, fu notato ed apprezzato da altri autorevoli gnomonisti, primo fra tutti il decano nazionale ammiraglio Gerolamo Fantoni, autore di un tomo insuperato, considerato una vera e propria bibbia per gli addetti ai lavori. Altri contatti Brindicci Bonzani li ebbe con Claudio Boido, altro ammiraglio “discepolo diretto” di Fantoni, col maestro Franco Braga e con Edmondo Marianeschi, splendida figura di uomo e di tecnico. (A lui toccò l’onore e l’onere di restaurare la meridiana sul piazzale di Montecitorio).

Ultimamente aveva contattato un milanese Presidente della Sezione Quadranti solari dell’Associazione “Unione Astrofili Italiani” (UAI), l’ing. Enrico Del Favero.Questi dunque gli amici con cui Brindicci Bonzani scambiava un interessante corrispondenza, dalla quale abbiamo tratto alcuni passi che proponiamo :

 Da una lettera di Fantoni (15.2.90).

Conoscevo già i suoi eccellenti lavori sciografici, perché mi sono trovato nella giuria del concorso per meridiane bandito poco tempo fa dagli astrofili bresciani; sono perciò particolarmente lieto che questa occasione mi consenta di esprimerle i miei vivissimi complimenti per le sue brillanti opere e, in particolare per quella della casa comunale che ho molto apprezzato”. (Di questa meridiana sul municipio di Villette esisteva una sintetica descrizione curata dallo stesso autore e pubblicata dalla “Pro Villette”). 

Dalla corrispondenza con Boido (21.2.90) invece un passo simpatico da ufficiale a ufficiale:

“...che per un alpino, lei ha fatto molto nel campo dell’astronomia e quasi, quasi, possiamo ammetterla nel nostro Circolo". 

Con Raul Valentini (8.12.88).

Caro Brindicci, ricercando tra le vecchie carte, ho trovato una sorta di effemeride che io stesso avevo compilato per il calcolo del grande orologio solare a tempo medio (diviso in due semestri) realizzato su una parete della Villa di Malnate dell’avvocato Ogliari, presidente del Museo Scienza e tecnica di Milano. I risultati furono ottimi e lo scarto più o meno un minuto, ben inteso quando il dischetto di luce cade su una oraria”. 

la risposta fu: (1.2.1989).

Sono rimasto entusiasta dalla fotografia del doppio quadrante che tu hai realizzato per l’avv. Ogliari a Malnate.

E’ un capolavoro! Complimenti vivissimi. Anch’io ho calcolato qualcosa del genere, ma ben più modestamente con grandissima declinazione ovest, ben 85°822! E con gnomone teorico di ben 14 m. quindi con sensibilità grandissima e spostamento molto visibile del punto luminoso”. (Casa Meregalli a Santa Maria Maggiore). 

Da Edmondo Marianeschi (4.1.90).

“Caro ingegnere, nel tuo scritto, tra l’altro mi ha colpito il tuo ricordo dell’esame universitario che, da quel che appare, sarebbe alla radice della passione per gli orologi solari.

Vuoi indovinare? Fu geometria analitica e presi 30, come te. Quasi, vite parallele!

Ci siamo più volti detti che noi vediamo gli orologi solari con gli occhi della geometria analitica. A me non piacciono le costruzioni grafiche perché sono scarsamente precise e ti fanno perdere il senso meraviglioso o affascinante delle diverse linee dei quadranti. (…) Mi domandi se capito a Milano? Da quando ci conosciamo sono stato a Milano, o ci sono transitato almeno quattro volte. (…) Non conosco la Valle Vigezzo, ma dall’amore con cui  ne parli deve essere bellissima”. 

e la risposta da Milano il 28.2.90

“Carissimo amico, mi fa molto piacere il nostro curriculum parallelo, ti aggiungerò che io il primo anno di Politecnico finii con un 29 in fisica, perché il buon prof. Amerio disse che non poteva darmi 30 in quanto era il nono esame che facevo a luglio e non era lecito sbarazzarsi degli esami in un solo colpo per poter dedicare l’estate solo al divertimento (…) Sono molto lieto di constatare anche la tua spontanea tendenza alle soluzioni analitiche, che io condivido e che tu abbia adottato la simbologia del Garnier come pure ho fatto io fin dall’inizio”. 

Tra le realizzazioni più significative oltre a quelle già citate sul Municipio di Villette (eseguite a graffito) vi sono: quelle sulla chiesa parrocchiale e su casa Bocci e Pidò pure a Villette.  

In Vigezzo la più spettacolare è certamente quella di Casa Meregalli a Santa Maria Maggiore, un quadrante variamente dipinto, molto declinante ad ovest, con indicate le mezz’ore. A Domodossola vanno ricordati: l’intervento di restauro su quella di piazza Rovereto per il locale Lions Club, e lo splendido quadrante in marmo di Villa Poscio.  “Restaurò” (solo dal punto di vista analitico) due meridiane nella Certosa di Pavia (luogo prossimo alla sua tenuta agricola di Misano).  Per molte di queste realizzazioni si avvalse della collaborazione preziosa (oltre del prof. Simonis) di pittori locali quali Antenori, Materni, Mattei, Pirinoli, Poletti, Rinolfi e altri.

Utilizzava per i suoi quadranti quasi esclusivamente lo stilo con disco gnomonica dorato. Quando scomparve il 12 luglio 1995, aveva lasciato due meridiane incompiute in Vigezzo, una sui monti sopra Toceno e l’altra a Vocogno. Furono concluse da un altro villettese, suo cugino, figlioccio ed allievo di gnomonica: l’arch. Giacomo (Gim) Bonzani, che gli successe anche come sindaco di Villette dal 1990 al 2004.  Dal maggio 1990 essendo libero da impegni pubblici che risalivano ininterrottamente al 1957, si dedicò allora con più tempo all’osservazione del cielo vigezzino. Tenne pure una simpatica lezione di astronomia agli alunni villettesi.  Dall’Osservatorio di casa sua fotografava i principali oggetti celesti. In questo campo ebbe dei proficui contatti con un maestro del genere, il milanese Radrizzani, villeggiante a Druogno.

 Le opere realizzate dall'ing. Giacomo Brindicci Bonzani.

Legenda: NR = non realizzate,    il n° indica quanti quadranti in parete.

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VILLETTE

Casa propria 1; Casa propria: curva delle 12, sul terrazzo - N.R; Chiesa parrocchiale 1; Municipio 2 (premiata a Brescia al concorso di gnomonica); Casa Bocci 2; Casa Amodei 1 N.R; Casa Pidò 3; Tomba di famiglia 1 N.R.;

Asilo Infantile 1; Casa propria Alpe Blitz 1.

CRAVEGGIA

Casa alla Pila 2; Casa Greppi 1; Casa Selva Bonino 1; Casa Frangi 1; Casa Romano 1 + 1 N.R; Casa Garbagni 1;

Casa Gamba 1.

TOCENO

Baita Carimali alla Colma 1;

SANTA MARIA MAGGIORE

Casa Meregalli 1; Casa Besana 3; Casa Barbieri 1; Casa Mattei 1;  Casa Ceccomori Barbieri 1, Casa Simonis 1; Vecchio Municipio 1 (restauro con il prof. Castelnuovo);  

Rifugio Cai al Cedo 1 (con il prof. Castelnuovo).

MALESCO

Casa Passarin 1; Casa Moneta 1; Casa Pirinoli 1 (unico orizzontale); Casa Minoggio 1.

DRUOGNO

Casa Meroni 1; Casa Sangregorio Gagnesi  1

 

FUORI DALLA VALLE VIGEZZO

Restauro meridiana pubblica a Domodossola 1;

Casa Poscio a Domodossola 1 (su marmo); Studio Bonacci a Villadossola 1; Rifugio Mores in alta Val Formazza (con il cugino Gian Giacomo Bonzani) 1;

Casa Ambrosoli a Ghiffa 1 N.R.;  Studio per propria abitazione  a Milano 1 N.R.; Restauro di due orologi solari nella Certosa di Pavia.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

- R. Mosello “Orologi solari nell’arco alpino”

  Grossi, Domodossola

- Gim Bonzani “Le meridiane della chiesa di Villette”

  in “Territori Notizie” 1/1999.

- P.A.Ragozza ”Il paese delle meridiane”

  in Rivista Ossolana 7/95

- Giacomo Brindicci Bonzani

 “L’orologio solare del nostro tempo”

  dattiloscritto inedito 1994-95

- Gim Bonzani “Le Meridiane di Villette”,

  Le Rive 3/1992.

- Giacomo Brindicci Bonzani

 “La meridiana della Casa Comunale di Villette”

  Pro-Villette 1984.

- Nicola Brindicci  “Ricordi lontani”

  Mambretti Milano 1976.

 

 Gim Bonzani               settembre 2015