Durante il Seminario di gnomonica che si svolgerà in Val Vigezzo nei giorni 2, 3 e 4 Ottobre a Craveggia, vi sarà la possibilitò di una visita alla mostra di ricostruzioni di strumenti gnomonici e astronomici. La visita, che si svolgerà nel pomeriggio di sabato 3 Ottobre, comprende una carrellata di strumenti costruiti da Guido Dresti. Si ripercorreranno gli sforzi che gli uomini hanno effettuato durante i secoli per riuscire, sempre con maggior precisione, a misurare le ore del giorno e della notte, in modo da poter pianificare le attività quotidiane. Saranno presenti strumenti di osservazione astronomica, astrolabi, un Torquetum, uno svegliatore monastico, uno scappamento di Galileo e alcuni orologi meccanici. Di particolare rilievo sono la copia dell’Astrario di Giovanni Dondi, del quale esistono pochi esemplari al mondo, che sono conservati nei più importanti musei. Le ricostruzioni di Dresti non sono delle copie identiche degli strumenti esistenti, ma, piuttosto delle rivisitazioni di questi. Il suo lavoro parte dalla ricerca e dallo studio di documentazione, successivamente si dedica al calcolo e al disegno dello strumento e, infine, costruisce un modello con materiali poco pregiati per testare la bontà dell’esecuzione. Solo quando è convinto che tutto funziona alla perfezione, egli passa alla ricostruzione definitiva utilizzando principalmente materiali quali l’ottone o il bronzo. 


Durante l’apertura della mostra sarà inoltre possibile acquistare un catalogo dove è raggruppata tutta l’attività di Dresti degli ultimi vent’anni.

                         

        Copia dell'astrario del Dondi                                                        Il catalogo delle ricostruzioni di Dresti


Guido Dresti è nato a Craveggia il 16 Settembre 1946. Dopo essersi ritirato dall’attività lavorativa ha iniziato ad interessarsi di gnomonica, la scienza che si occupa, fra l'altro, della costruzione di orologi solari. Da oltre vent'anni si dedica intensamente a questa sua passione, con molte opere al suo attivo. Ha partecipato al restauro di antichi quadranti solari e alla costruzione di nuove realizzazioni, soprattutto in Val d'Ossola e nel vicino Canton Ticino. Tuttavia, suo interesse principale sono lo studio, la ricerca e la ricostruzione di antichi quadranti portatili e di strumenti astronomici. Ha un'ampia e diversificata serie di ricostruzioni al proprio attivo, comprendente, tra gli altri, modelli di astrolabi, orologi solari poliedrici, quadranti azimutali. Si tratta sempre di modelli originali, ogni volta ricalcolati analiticamente e realizzati prevalentemente in ottone.  Fra le sue realizzazioni, di particolare rilievo sono la copia dell’Astrario di Giovanni Dondi, del quale esistono al mondo meno di dieci ricostruzioni, conservate nei più importanti musei, un torquetum, uno svegliatore monastico e il modello dello scappamento di Galileo. Prende regolarmente parte alle attività della Associazione di Gnomonica Italiana e dell’Associazione Italiana Cultori di Orologeria Antica Hora, partecipando ai seminari nazionali e collaborando con numerosi esperti italiani e stranieri. Nell'agosto 2013 ha esposto le proprie opere a Craveggia, in una mostra intitolata La misura del tempo attraverso le ricostruzioni di Guido Dresti, che ha riscosso notevole successo a livello di pubblico e di stampa.


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